«Questo nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita.

La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda ad una vita rapida, che sconvolge le nostre abitudini. Ma l’uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo a una specie in via d’estinzione.

Contro coloro che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo un’adeguata porzione di piaceri da praticarsi in lento e prolungato godimento.

Iniziamo proprio a tavola con lo Slow Food, riscoprendo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali.

Se la fast life, in nome della produttività, ha modificato la nostra vita e minaccia l’ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d’avanguardia.

È qui, nello sviluppo del gusto la vera cultura, poi può iniziare il progresso, con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti. Lo Slow Food assicura un avvenire migliore.

Lo Slow Food è un’idea che ha bisogno di molti sostenitori qualificati, per fare diventare questo moto (lento) un movimento internazionale, di cui la chiocciolina è il simbolo.»

Buono, pulito e giusto. Questa è la filosofia delle cantine verso cui Slow Wine, storie di vita, vigne e vini in Italia spinge il visitatore. Una guida prodotta da Slow Food che recensisce vini e cantine, grazie all’aiuto di un numero di collaboratori che ormai sfiora le 300 persone. Una mappatura del territorio che non ha pari e che permette di segnalare agli addetti ai lavori e ai semplici appassionati sempre nuove aziende e realtà enologiche.

La guida assegna i suoi riconoscimenti alle aziende più meritevoli sia per la qualità del vino che per la qualità dell’agricoltura impiegata per produrlo.

L’obiettivo è quello di narrare la storia delle cantine, di descriverne le vigne e i sistemi di coltivazione adottati per concludere con il giudizio dei vini. Per questo motivo Slow Wine è la guida italiana più completa, adatta a tutti: sia ai lettori che solo all’inizio del loro percorso di scoperta del vino, sia agli appassionati più esperti, che ricercano consigli per comprare una bottiglia piuttosto che un’altra.

Cantina Toblino è stata premiata con la Moneta, simbolo assegnato alle cantine che hanno espresso un buon rapporto tra la qualità e il prezzo. A Da Fòra Manzoni Bianco Trentino Doc Bio è stato assegnato il titolo di Top Wine, vino che sotto il profilo organolettico ha raggiunto l’eccellenza durante le degustazioni.

La novità della guida 2021 è rappresentata dalla nuova copertina, che si differenzia notevolmente da quelle passate per segno grafico e materiali utilizzati. Questa infatti è stampata su CRUSH Uva 350.

CRUSH è la nuova gamma ecologica di carta realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero.

I residui di uva vengono riutilizzati come materia prima nobile. I materiali sono visibili sulla superficie della carta e donano un aspetto tattile inusuale.

Una bella notizia per l’ambiente in un’epoca in cui la tradizionale produzione di carta influisce pesantemente sulle risorse forestali e sulla crescente scarsità delle riserve naturali.

La carta ecologica CRUSH, contiene, all’interno della sua formulazione, componenti a basso impatto ambientale, sia in termini di prodotto che di energia. Utilizzando scarti agro-industriali e il 100% energia verde infatti, la carbon footprint è ridotta del 20%.

Questi valori sono gli stessi che da anni Cantina Toblino cerca di promuovere, come la valorizzazione del territorio e la sostenibilità sia a livello ambientale che sociale.

Giunti alla 17esima edizione, i Decanter World Wine Awards (DWWA) sono il più grande e prestigioso concorso vinicolo al mondo. Giudicato dai più autorevoli esperti e professionisti del wine business, i DWWA sono riconosciuti a livello internazionale per l’affidabilità del loro rigoroso processo di degustazione e selezione.

La competizione ha coinvolto per circa un mese 118 esperti giudici del vino, tra cui 37 Masters of Wines e 9 Master Sommelier, che hanno degustato e discusso i meriti di 16.518 vini di 56 paesi.

La degustazione viene suddivisa in categorie, partendo da una classificazione per regione. Ogni giudice assaggia ogni vino autonomamente, conoscendone la regione di origine, lo stile e la fascia di prezzo, ma non il produttore né il marchio. Confrontano poi le rispettive note di degustazione per prendere una decisione unanime sulla medaglia da assegnare a ciascun vino.

Le categorie delle medaglie corrispondono al sistema di punteggio basato su 100 punti utilizzato da Decanter, nonché da numerosi ed eminenti critici di enologia di tutto il mondo.

Grande successo per Cantina Toblino che ha visto premiati 8 vini con diverse medaglie, ma la più prestigiosa ed ambita l’ha ricevuta il Vino Santo 2004 premiato con la Medaglia di Platino e 97 pts.

Con questo risultato il Vino Santo 2004 va a collocarsi nella ristretta ed esclusiva cerchia dei 150 migliori vini al Mondo.

Un grandissimo risultato che valorizza la Valle dei Laghi, la sua storia e le sue tradizioni, la Nosiola, il nostro lavoro e quello dei nostri soci viticoltori, motivo di orgoglio per tutti.

Oltre alla prestigiosa ed ambita Medaglia di Platino ricevuta dal Vino Santo 2004, Cantina Toblino ha visto premiati altri 7 vini, sia da vitigni autoctoni che internazionali:

Questi riconoscimenti confermano il costante impegno nella ricerca di qualità e nella valorizzazione del territorio della Valle dei Laghi.

Ispirata alla tradizione enologica italiana e volta a valorizzare le radici locali, il territorio e la tipicità, Vinibuoni d’Italia del Touring Club Italiano dà un segnale preciso ai consumatori e al mercato italiano ed estero, sul made in Italy del vino.

La guida è unica, nel panorama italiano e internazionale, perché è la sola dedicata ai vini provenienti da vitigni autoctoni, cioè quei vini prodotti al 100% da vitigni che sono presenti nella Penisola da oltre 300 anni. Questi vini sono ormai una realtà più che affermata nel panorama enologico italiano. Anche il vasto pubblico dei semplici appassionati ha imparato a riconoscere e apprezzare i vini che nascono da vitigni storici e affondano le loro radici nel passato e nelle tradizioni più autentiche di un luogo.

Nata 16 anni orsono, quando il tema dei vini autoctoni era all’avanguardia, Vinibuoni d’Italia è il frutto di un lavoro di qualità da parte di un team di esperti (coordinati da Mario Busso e Alessandro Scorsone) che ogni anno si riunisce in commissioni di degustazione regionale e seleziona i vini migliori, tra i quali nel corso delle finali verranno premiati i ‘top’.

Suddivisa in 21 capitoli regionali (il Trentino e l’Alto Adige sono divisi in due capitoli), la guida conduce gli appassionati alla scoperta dei mille vini, delle mille cantine, dei mille mondi della tradizione autoctona: piccole aziende familiari, cooperative sociali e cantine modernissime, vini di grandissima struttura e vini quotidiani, bottiglie per tutte le occasioni, per tutti i palati e per tutti i portafogli.

I vini che ricevono più voti ottengono la Corona, ovvero il massimo riconoscimento che la guida attribuisce ai migliori vini autoctoni selezionati, mentre agli altri verrà attribuito il prestigioso premio della Golden Star.

La guida 2021 assegna Le Corone a due vini di Cantina Toblino:

VINO SANTO Trentino Doc 2004

LAS Lagrein Trentino Doc Bio 2016

Si tratta di vini che hanno assoluta piacevolezza e complessità unite a un carattere definito e preciso; vini di forte emozione, in grado di esaltare i sensi di ogni appassionato winelover.

  

James Suckling è uno dei critici enologici più autorevoli del momento, le cui opinioni attirano l’interesse e il rispetto degli amanti del vino, dei grandi collezionisti e dell’intero settore enologico mondiale. Suckling è stato per quasi 30 anni Senior Editor e responsabile della redazione europea di Wine Spectator. Forbes di recente lo ha definito uno dei più influenti critici enologici al mondo.

Sul finire del 2010 lanciò il suo sito web, spinto dall’esigenza di offrire al pubblico un approccio più moderno al mondo del vino. Il sito offre contenuti video ad alta definizione in cui Suckling illustra e giudica i migliori vini del mondo attribuendogli un punteggio da 1 a 100.

James Suckling ha assegnato degli importanti punteggi ai vini di Cantina Toblino:

Da Fòra Manzoni Bianco Trentino Doc 2018 Bio 92 punti

Praal Pinot Bianco Trentino Doc 2018 Bio 91 punti

Foll Chardonnay Trentino Doc 2018 Bio91 punti

Las Lagrein Trentino Doc 2016 Bio90 punti

Da una ricerca negli archivi non risulta che nessun vino bianco trentino abbia mai ricevuto 92 punti da James Suckling, motivo di grande orgoglio e grande soddisfazione per tutti noi, per i nostri soci e per l’intera Valle dei Laghi.

The Wine Hunter Award & Merano Wine Festival: “Back to the roots”

 

The WineHunter Award è il premio del Merano Wine Festival, istituito da Helmuth Koecher, di eccellenza ed alta qualità assegnato annualmente a prodotti vitivinicoli e culinari, ai distillati ed alle birre.

Il premio viene attribuito a prodotti nazionali ed internazionali che, a seguito di una attenta valutazione, raggiungono un punteggio minimo di 90 punti su 100, e garantisce al consumatore finale la qualità superiore del prodotto.

Circa 7.000 vini degustati di cui 3.100 premiati da The WineHunter. Si aggiudicano l’Award Rosso (90 – 92,99 punti) 2.300 vini e l’Award Gold (93 – 95,99 punti) 800 vini. Di questi ultimi i migliori costituiscono la TOP 100 da cui emergeranno i vincitori del riconoscimento più ambito, il Platinum Award (96 – 100 punti).

Oltre ai vini, la guida presenta anche 380 eccellenze in campo gastronomico suddivise nelle categorie Food – Spirits – Beer e selezionate partendo da oltre 500 prodotti degustati, che si aggiungono a quelle premiate nel 2019 il cui riconoscimento ha una validità di due anni. 240 i prodotti che ottengono l’Award Rosso e 140 il Gold, mentre la TOP 50 candida i migliori prodotti gastronomici al Platinum Award che si assegna nel mese di ottobre.

La guida propone inoltre la pubblicazione della TOP 5 di ogni regione, una selezione di vini scelti tra quelli che meglio rappresentano i diversi territori regionali italiani secondo Helmuth Köcher.

The Wine Hunter Award 2020 ha riconosciuto ai vini di Cantina Toblino i seguenti punteggi:

GOLD Pràal Pinot bianco Trentino Doc 2018 Bio
ROSSO da Fòra Manzoni bianco Trentino Doc 2018 Bio
ROSSO Foll Chardonnay Trentino Doc 2018 Bio
ROSSO Vino Santo Trentino Doc 2004
ROSSO Antares Trento Doc 2016 Brut Millesimato

Merano Wine Festival, back to the roots: The WineHunter Helmuth Köcher affronta con coraggio e organizzazione il COVID-19 e conferma le date della 29^ edizione in programma dal 6 al 10 novembre 2020 senza stravolgere il format tradizionale, tornando alle origini a quel lontano 1992 dove si è scritta la storia dell’evento food&wine più glamour al mondo.

Il Vino Santo Trentino, il “passito dei passiti”. Un vino unico, indissolubilmente legato alla storia e alla tradizione enologica della Valle dei Laghi. Una rarità con una produzione talmente ridotta da essere soprannominato “oro della Valle dei Laghi”. Una perla da preservare e valorizzare con cura. Per Cantina Toblino rappresenta l’espressione più alta della passione e della pazienza necessarie per la cura del vigneto, della vinsantaia dove avviene l’appassimento sulle “aréle”, della barricaia dove affina e matura per quasi 15 anni.

Oggi il Vino Santo Trentino può contare su uno splendido spazio interamente dedicato, un museo dove chiunque può conoscere l’eccellenza enologica ed agronomica della Valle dei Laghi rappresentata dalla Nosiola e dal Vino Santo. La Casa Caveau Vino Santo è stata inaugurata insieme alle istituzioni locali nella prima metà di febbraio, tuttavia la presentazione ufficiale al pubblico si sarebbe dovuta tenere in occasione di DiVinNosiola 2020 annullata ovviamente a causa della diffusione nel mondo del Covid-19. Ma la ripartenza ci sarà, ci deve essere. Tutti i produttori di Vino Santo, dall’Associazione Vignaioli Vino Santo che comprende Maxentia Distillatori & Vignaioli Cantina Pisoni Az Agr Gino Pedrotti Francesco Poli Santa Massenza Giovanni Poli Santa Massena Az Agr Pravis ad Az Agr Salvetta Rauten e Cantina Toblino credono nella ripresa e nel potenziale della Valle dei Laghi, della Nosiola e del Vino Santo. Un’eccellenza che può essere ora apprezzata da tutti gli appassionati e non solo grazie ad un’esperienza interattiva che attraverso un percorso a piedi porta dal Lago di Santa MassenzaLago di Toblino fino alla Casa Caveau Vino Santo dove ci si può immergere interamente in un percorso esperienziale e sensoriale volto alla conoscenza della Valle dei Laghi, della Nosiola ed in particolare del Vino Santo.

La Casa Caveau Vino Santo, fortemente voluta non solo dai produttori ma anche da APT Trento Bondone Valle dei Laghi ed Ecomuseo Valle dei Laghi, è un luogo incantevole creato in un dismesso locale di appassimento utilizzato sin dagli inizi del ‘900 dal padre di Rebo Rigotti per l’appasimento delle uve Nosiola atte alla produzione di Vino Santo. Appena entrati lo sguardo si posa su diversi pannelli che raccontano ogni aneddoto legato al Vino Santo, dalla storia, alle aree di produzione, all’appassimento, alla vinificazione, all’affinamento e alla maturazione. Nulla è lasciato al caso. Una guida preparata accompagnerà il visitatore in un breve percorso che comprende anche video, immagini, suoni e racconti interattivi da parte dei singoli produttori. Il tutto si conclude con una degustazione di Vino Santo.

Un’esperienza unica, da provare.

Per maggiori informazioni e per prenotazioni contattare Ecomuseo Valle dei Laghi:

Tel. (+39) 0461/21600

Cell. (+39) 353 403 7389

Email casacaveauvinosanto@gmail.com

Online Ticket https://ticket.midaticket.it/apttrento/Event/442/Dates

 

Un connubio perfetto tra specialità del territorio e creatività: riparte così Hosteria Toblino di Madruzzo (Trento). Dopo l’incertezza del futuro con cui tutti abbiamo fatto i conti in questo periodo, il direttore Franco Zanella in accordo con il Consiglio di amministrazione di Cantina Toblino ha deciso di aprire le porte ai clienti a partire dal 4 giugno.

Lo staff di Hosteria Toblino è pronto ad accogliere i clienti nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti per prevenire la salute propria ed altrui, dando la possibilità a tutti di trascorrere piacevoli momenti insieme a noi con le giuste precauzioni.

Hosteria Toblino e lo chef Sebastian Sartorelli presenteranno un nuovo menù estivo, suddiviso in proposte di carne, pesce e vegetariane per soddisfare tutti i gusti dei consumatori. Accanto ci saranno come sempre i vini di Cantina Toblino, in particolare le nuove selezioni Vènt, presentate qualche settimana fa in digitale sulla piattaforma Microsoft Teams. L’attesa è tanta, ma chef Sebastian Sartorelli e la sua squadra sono pronti a regalare agli ospiti di Hosteria Toblino esperienze sensoriali uniche ed indimenticabili.

Gli orari di apertura saranno:

• Giovedì 19 – 22
• Venerdì – Sabato – Domenica dalle 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 22

Ad accompagnare la riapertura un programma estivo ricco di appuntamenti ed incontri con produttori di vino ed altri prodotti enogastronomici d’eccellenza! Quest’anno il titolo degli incontri sarà LA CUCINA DI SEBA & FRIENDS: GLI INCONTRI DEL GIOVEDì. Come dice il nome, gli incontri si terranno il giovedì, due volte al mese dal mese di giugno ad agosto.

Vi aspettiamo numerosi!

Si consiglia vivamente la prenotazione al numero 0461 561113 o via email a hosteria@toblino.it.

Cantina Toblino, Madruzzo 8 Giugno 2020 – La prima Digital Cheese Experience che ha visto la partecipazione congiunta di Latteria San Pietro, Cantina Toblino e Hosteria Toblino si è svolta sabato 6 Giugno 2020 sulla piattaforma Microsoft Teams. Grazie alla partenership stretta con Microsoft Italia nell’ambito del progetto “Ambizione Italia” e Si-Net, Latteria San Pietro ha coinvolto in questa splendida iniziativa non solo Cantina e Hosteria Toblino ma anche un importante pubblico di Food&Wine Blogger composto da:

Tutti hanno partecipato attivamente alla digital experience potendo conoscere da vicino Latteria San Pietro, la produzione di Grana Padano dalla coltivazione dei prati stabili fino al lungo processo di stagionatura. Un’esperienza indimenticabile che si è conclusa con la creazione e degustazione di un piatto insieme allo chef Sebastian Sartorelli. I blogger hanno potuto così conoscere i segreti della produzione di questo eccezionale formaggio, gli aromi ed i profumi che sprigiona durante la degustazione. Lo chef Sebastian Sartorelli e i nostri ospiti hanno poi interpretato ognuno in modo personale una splendida “Battuta di Manzo con Grana Padano Dop Selezione da Fieno, Asparagi Verdi e Zenzero” proposta dal nostro chef. A suggellare il tutto l’abbinamento con una delle eccellenze di Cantina Toblino: la nosiola Largiller 2012. Un vino eccezionale, che per le sue caratteristiche di complessità, freschezza, sapidità ed eleganza perfettamente si sposava al gusto di questo particolare ed unico Grana Padano Dop di Latteria San Pietro.

Qui di seguito potete vedere alcune delle creazioni, o meglio delle interpretazioni del piatto da parte dei partecipanti alla digital experience.

 

Chi ha detto che tradizione e innovazione non vanno d’accordo? Chi ha detto che in questo periodo storico le persone non possono visitare e scoprire i caseifici italiani?

Siamo nell’alta pianura mantovana, precisamente a Goito, dove la Latteria San Pietro produce oltre 60.000 forme di Grana Padano all’anno. Grazie ad un processo di innovazione, peculiarità che da sempre caratterizza l’azienda, San Pietro ha installato un sistema di telecamere che percorre tutta la filiera produttiva, dal campo ai magazzini di stagionatura.
E’ grazie a questa tecnologia e alla partnership con Microsoft Italia e Si-Net che nasce la prima “Digital Cheese Experience”. Microsoft Italia ha infatti avviato “Ambizione per l’Italia” #DIGITALRESTART”, un progetto di storytelling per raccontare le eccellenze del Made-in Italy dove l’artigianalità si fonde con l’innovazione digitale.

Ecco quindi che sabato 06 giugno 2020 alle ore 10.00 attraverso il semplice “click” al link riportato sui canali social media della latteria, tutto lo stivale potrà entrare virtualmente nel caseificio di San Pietro, conoscere i prati stabili della valle del Mincio, vedere una degustazione di Grana Padano Selezione da fieno e conoscere la realtà di Cantina Toblino, partner di Latteria San Pietro.
Il tour comprenderà la presentazione e la dimostrazione di una ricetta dello chef Sebastian Sartorelli, di Hosteria Toblino, abbinata al vino “Largiller – Nosiola”.

“Questo evento rappresenta la rivoluzione del turismo gastronomico e della presentazione delle nostre realtà” commenta il presidente di San Pietro Stefano Pezzini “Attraverso questo modello di
experience anche una persona dall’altra parte del mondo può vedere il caseificio in diretta live e degustare il prodotto guidato da un esperto.”

All’evento parteciperanno 8 food blogger da varie regioni italiane che accompagneranno durante l’evento e ci mostreranno la loro interpretazione della ricetta dello chef Sebastian Sartorelli.
I partecipanti all’evento saranno coinvolti in alcuni sondaggi durante i 45 minuti dell’ evento.

Una prima imperdibile!!!!

Trento, 18 maggio 2020 – Cantina Toblino ripensa l’esperienza enogastronomica insieme a Microsoft e al partner Si-Net e dà il via al suo primo Virtual Food&Wine Tasting grazie alla piattaforma di collaborazione cloud Teams. La rinomata realtà vitivinicola della Valle dei Laghi – che dal 1960 annovera oltre 600 soci-viticoltori e quasi 850 ettari vitati generando un fatturato annuo di oltre 17 milioni di euro – ha trasformato la criticità dell’attuale emergenza sanitaria in un’opportunità per modernizzare i processi e inaugurare nuove modalità d’interazione digitale con player e opinion leader del mercato enogastronomico. Grazie alle nuove tecnologie di Microsoft va oggi in scena la prima degustazione virtuale internazionale della linea Vènt, il progetto vitivinicolo che incarna l’identità della Valle dei Laghi e il savoir-faire di Cantina Toblino, facendo leva sulla vocazione biologica come espressione di qualità e salvaguardia territoriale. Un momento importante per il territorio e per il settore: facendo leva sul Cloud Computing si annullano i confini e le sfide imposte dall’attuale momento storico e per un’eccellenza locale del Made-in-Italy diventa possibile presentare facilmente a livello internazionale i cinque vini più prestigiosi della nuova annata: lo Chardonnay Foll, il Lagrein Las, il Pinot Bianco Praàl, il Manzoni Bianco Da Fòra, il Pinot Nero Baticòr.

Sfruttando le funzionalità di messaggistica, video-conferencing e condivisione della piattaforma Microsoft Teams, gli esperti di Cantina Toblino insieme ai propri partner Food&Wine hanno guidato la degustazione da luoghi diversi per offrire a opinion leader e clienti nazionali e internazionali un’esperienza rotonda, interagendo in tempo reale e proponendo gli accostamenti enogastromici più in grado di valorizzare la linea Vènt. In particolare, il Direttore Generale di Cantina Toblino Carlo De Biasi si è collegato dai vigneti dove vengono coltivate le uve biologiche e ha approfondito la specificità di suolo, clima e vento. L’enologo Lorenzo Tomazzoli si è connesso dalla cantina di selezione dove fra botti e anfore ha spiegato le vinificazioni. Luca D’Attoma, Enologo e Consulente del progetto Vènt si è connesso dalla sua casa di Lucca per una disanima della nuova annata della linea, guidando clienti e opinion leader nell’assaggio. In collegamento quale ospite d’onore da Reims anche Vincent Chaperon, Chef De Cave di Dom Perignon.

Grazie a un’impeccabile distribuzione logistica preventiva delle bottiglie di Cantina Toblino, esperti e wine-lover in Italia e nelle principali metropoli internazionali di riferimento per l’azienda hanno potuto vivere un’esperienza phygital, integrando fisico e digitale, per assaporare realmente la linea Vènt lasciandosi illustrare da remoto le caratteristiche organolettiche dai responsabili di Toblino e da esperti Sommelier. Un progetto destinato ad essere replicato anche nell’ambito delle molteplici attività di formazione e relazione con i mercati di riferimento di Cantina Toblino.

Il progetto del Virtual Food&Wine Tasting ha preso forma nelle ultime settimane grazie alla stretta collaborazione con Microsoft e Si-Net e dimostra il costante impegno di Microsoft per promuovere l’innovazione delle PMI anche nell’ambito del nuovo piano di investimenti e iniziative Ambizione Italia #DigitalRestart. Dopo qualche esperienza virtuosa con aziende vitivinicole di altre regioni d’Italia, anche la degustazione enogastronomica di Cantina Toblino è destina a fare scuola e dimostra come l’innovazione possa contribuire alla competitività della filiera anche nell’attuale fase d’incertezza legata alla pandemia e nella ripresa, semplificando la condivisione di informazioni ovunque e in qualunque momento tra colleghi e operatori del settore, abbattendo le barriere geografiche o addirittura ripensando gli eventi fisici in chiave digitale. Teams si rivela, infatti, un valido alleato a supporto dello smartworking e della continuità del business, per questo sta riscuotendo sempre più successo in Italia oltre che a livello globale, dove è presente in 181 mercati in 53 lingue, vantando oltre 75 milioni di utenti attivi al giorno.

 “Il Covid-19 ci ha costretti a un cambio di approccio con clienti e fornitori, rafforzando l’utilizzo della tecnologia. Avevamo già intrapreso un percorso di trasformazione digitale adottando la piattaforma per la produttività cloud Microsoft 365, ma i vincoli posti dall’emergenza sanitaria e la voglia di non arrestarci ci hanno spinto a fare di più. Facendo leva sugli strumenti per la collaborazione di Microsoft Teams e grazie alla consulenza di Si-Net abbiamo superato l’impasse della pandemia, inaugurando nuove modalità d’interazione e progettando servizi innovativi, come la nostra prima degustazione enogastronomica virtuale su scala internazionale, che visto il successo odierno ci auguriamo di poter replicare spesso. Il Cloud di Microsoft ci ha consentito di mettere in contatto professionisti e opinion leader di tutto il mondo in modo semplice e immediato, dandoci la possibilità di presentare in digitale un prodotto tangibile come il vino e facendo vivere un’esperienza nuova come se si fosse fisicamente nei vigneti. Microsoft Teams si sta rivelando utile sia in contesti operativi, sia in contesti strategici e consente anche di risparmiare tempo e risorse economico-finanziarie da destinare ad altri scopi”, ha dichiarato Carlo De Biasi, Direttore Generale di Cantina Toblino.

Da sempre sosteniamo le eccellenze del Made-in-Italy e siamo tanto più orgogliosi di farlo adesso, in un momento in cui è necessario fare squadra per contribuire alla continuità di business dei settori chiave del Paese e alla ripresa. In questo contesto d’incertezza è fondamentale ripensare i paradigmi e l’operatività quotidiana per assicurare un presente e un futuro alle PMI che costellano il territorio. Le nuove tecnologie possono fare la differenza per abilitare forme di collaborazione più smart e per inaugurare nuove modalità d’interazione tra colleghi e con partner e clienti. Il progetto di Cantina Toblino dimostra come, con le giuste tecnologie e la giusta consulenza strategica – in questo caso offerta da Si-Net, uno degli innumerevoli partner dell’ecosistema Microsoft attivi sul territorio – anche le realtà locali possano partecipare alla sostenibilità della filiera e alla crescita del Paese. Facendo leva sul Cloud Computing e sugli strumenti di collaborazione digitale integrati in Microsoft Teams è stato possibile dar vita a un’esperienza di degustazione enogastronomica virtuale per valorizzare i prodotti della tradizione trentina anche all’estero. Un caso che dimostra la tenacia delle PMI del Paese, per cui arrendersi non è un’opzione”, ha commentato Luba Manolova, Direttore della Divisione Microsoft 365 di Microsoft Italia.

 

L’utilizzo di Teams da parte di Cantina Toblino si colloca in un percorso pluriennale di trasformazione digitale che ha fatto leva in primis sull’adozione, insieme al partner trentino MPA Solutions e a Si-Net, dell’ecosistema cloud per la produttività Microsoft 365, il quale racchiude in un ambiente integrato le migliori app di Office, servizi cloud intelligenti e sicurezza avanzata. Parte di questa piattaforma, Microsoft Teams abilita la collaborazione da remoto e, tra le molteplici funzionalità, integra in un unico strumento la possibilità di effettuare riunioni online, creare eventi in diretta, condividere documenti e lavorarci a più mani in tempo reale, chattare e interagire ovunque e in qualunque momento. Ulteriori informazioni su Microsoft Teams sono disponibili qui.

CANTINA TOBLINO & LA LINEA VENT

Cantina Toblino, cuore della viticoltura in Valle dei Laghi, nasce nel 1960 per volere di un gruppo di appassionati viticoltori che intravidero la grande vocazionalità vitivinicola della Valle dei Laghi. Ad oggi, i soci-viticoltori sono oltre 600 con quasi 850 ettari vitati. L’attenzione che prestano quotidianamente alla cura del vigneto è elevata, un lavoro manuale continuo che richiede passione, pazienza, grande dedizione e formazione continua. Da oltre 20 anni, Cantina Toblino gestisce i terreni della Mensa Vescovile, un unico blocco di 40 ettari a conduzione diretta, da anni coltivati secondo i principi della viticoltura biologica. Oggi oltre un terzo dei vigneti dei soci di Cantina Toblino sono convertiti al biologico prestando grande attenzione all’ambiente, alle persone e alla cura del vigneto producendo uve di altissima qualità, base fondamentale per i vini.

In questo contesto, nasce il progetto “Vènt” con l’ambizione di esprimere al meglio l’identità dei vini della Valle dei Laghi ed il savoir-faire di Cantina Toblino, il biologico inteso come espressione di qualità e salvaguardia territoriale. I laghi nel nome, il vento nell’identità. Un connubio inscindibile, che rende la Valle dei Laghi quanto di più variegato consenta il paesaggio alpino. Tracce indelebili di ataviche mutazioni. Acqua, rocce, aria. Miscelati chissà come e quando, fino a formare scenari di un habitat apparentemente omogeneo, in realtà tutto da scoprire. Mescolati ancora, con l’opera dell’uomo, del suo costante lavoro. Opera muta, spesso dimenticata, ma che ha forgiato la vallata: l’ha fatta ‘genius loci’. Con quale ‘genialità del sito’? Quella di essere una zona che consente d’intuire, intravedere nel paesaggio atmosfere incomprese. Vedi, ammiri, il panorama ti sembra omologo e in realtà è un trionfo della diversità. Quella che affascina per la spontaneità; per come i confini s’intersecano tra acqua e cielo, terre e pareti rocciose, tutte sfumate, l’una nell’altra. Con archetipi naturali decisamente significativi. Che testimoniano una tradizione agricola, una storia intrecciata con viti e vite, tra conservazione e innovazione. In quanto la valle punta sulla tradizione per sviluppare la sua fisionomia, applicando (quasi) inconsciamente il significato meno noto della parola ‘tradizione’. Quella dal latino ‘tradizio’, derivazione greca di ‘tradere’, vale a dire consegnare e trasmettere significati che hanno legami con il concetto di ‘tradimento’. Anche se questo è inteso come una ‘consecutio’ della specificità ambientale, per affermare il valore identitario di tutto quanto è legato, è vicino alla propria origine, per ‘aprire alla luce la terra natale’.

Lecci, ulivi, soprattutto viti. Poche altre località alpine possono vantare un culto della vite così singolare. Viti e vini di un luogo, tra acque e brezze benefiche. Una vallata dove i filari quasi si confondono nell’azzurro degli specchi d’acqua e il terso cielo blu alpino. Viti da secoli coltivate su campi strappati alla montagna. Su terrazzamenti che hanno fortunatamente impedito lo sfruttamento intensivo del territorio. Qui non si vedono vigneti senza imperfezioni. L’estetica è ancora frutto della mano dell’uomo, del vignaiolo. Mano sicura ha piantato ‘ad occhio’ il filare, rispettato il crinale della collina, la (giusta) direzione dell’esposizione verso il sole del pomeriggio. Ecco perché tuttora in questa vallata i vini si distinguono in quanto raccontano il territorio dove nascono. Racchiudono saperi. Non solo sapori. Ma come capire questa vallata? Basta lasciarsi guidare dal paesaggio. Usando il vento, l’Ora. Vènt, brezze, folate che trasmettono voci, suoni, condizionano microclimi, e quindi colture e culture.

Vènt, un progetto che parte dalla vite per ottenere uve di qualità eccellente, si conclude in cantina, tra le botti in rovere francese, le anfore di terracotta. Un progetto che nasce dalla passione dell’uomo, in vigna e in cantina, e che si concretizza nell’assaggio, un momento indimenticabile impresso nella nostra mente.

L’idea alla base di tutti questi vini è sorprendere sin dal primo assaggio portando alla mente ricordi della Valle dei Laghi, dei suoi idilliaci paesaggi, di un’aria salubre e fresca, in cui crescono le viti di Cantina Toblino, coltivate giorno per giorno con grande passione.